Lieviti e malattie autoimmuni

 

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1. Lieviti e malattie autoimmuni

Non tutti sanno che esiste una relazione tra  lieviti e malattie autoimmuni.

Il sistema immunitario è un meccanismo di difesa del corpo dagli agenti esterni. Esso ci aiuta a combattere gli attacchi di virus, batteri e sostanze nocive.

La sua salute dipende essenzialmente dallo stile di vita e dall’alimentazione. Una dieta corretta aiuta il buon funzionamento dell’organismo.

Per chi soffre di allergia al nickel, riequilibrare l’intestino è possibile a partire da una dieta a basso contenuto di nickel e rafforzando il sistema immunitario.

Il sito www.reumatoide.it  riferisce come la reazione infiammatoria provocata dal cibo, in particolare dai lieviti, favorisca la comparsa di malattie autoimmuni.

A livello europeo si sta verificando un cospicuo aumento dei casi di reazione nei confronti dei lieviti e delle sostanze fermentate, a causa delle nuove abitudini alimentari e modalità produttive di alimenti.

In passato l’alimentazione si basava essenzialmente sulla frutta. Era difficile trovare alimenti ad alto contenuto di glucosio, poiché anche i cereali erano costituiti soprattutto da fibre.

Col passare del tempo però la nostra alimentazione è cambiata e hanno fatto il loro ingresso cibi raffinati, lavorati, fermentati e lievitati.

Questi sono responsabili di reazioni infiammatorie costanti, che indeboliscono l’organismo, rendendolo soggetto a numerose patologie.

Tra le tante si evidenziano le malattie autoimmuni.

 

2. Perché i lieviti causano le malattie autoimmuni?

L’azione patologica è provocata dalle citochine infiammatorie, stimolate dall’assunzione di alcuni alimenti.

Le citochine mediano la risposta naturale o aspecifica del sistema immunitario.

Il sito www.humanitas.it spiega che:

Le citochine sono proteine che si legano a specifici recettori e comunicano alla cellula delle istruzioni. Vengono prodotte da diversi tipi di cellule e, una volta liberate nell’organismo, inducono particolari reazioni nelle cellule adiacenti (effetto paracrino), lontane (effetto endocrino) o in quelle che le hanno create (effetto autocrino).

Nell’ottobre 2013 un gruppo di ricercatori italiani ha pubblicato su Clinical Reviews in Allergy and Immunology l’articolo “Dalla cottura del pane all’autoimmunità”.

Il fulcro della trattazione è il rapporto tra il lievito di birra e le malattie autoimmuni.

Il gruppo di ricerca ha analizzato i dati del National Center for Biotechnology Information (NCBI) .

Lo scopo era quello di cercare similitudini tra gli autoantigeni e altre sostanze biologiche. Si è rilevata una somiglianza dell’83% tra il lievito di birra e i più comuni autoantigeni.

I ricercatori hanno concluso quindi che l’organismo produce naturalmente anticorpi contro i lieviti. Essi agiscono inducendo, favorendo e forse causando diverse malattie autoimmuni.

Inoltre si è messo in luce come il corpo produca anticorpi contro i lieviti già anni prima dalla comparsa delle malattie autoimmuni.

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3. Studi sulla relazione tra disbiosi e lieviti

Adriano Panzironi, autore del libro “Vivere 120 anni”, è un altro sostenitore della tesi secondo cui la disbiosi intestinale sia causa delle malattie autoimmuni.

La maggior parte dei batteri contenuti nel corpo risiedono nell’intestino.

Quando la flora batterica e gli enzimi presenti nell’intestino subiscono un’alterazione, si parla di disbiosi.

L’intestino è costituito da giunzioni cellulari, che formano una barriera naturale. Essa impedisce alle particelle non ancora scomposte di immettersi nel sangue. Nel caso in cui troppi batteri infiammino l’organismo, questi giunti si allargano, perdendo di efficacia nel filtrare le sostanze. Questo causa malattie autoimmuni, allergie e parecchie altre patologie.

Il Dottor Andrea Deledda, biologo nutrizionista, fornisce interessanti dati sulla correlazione tra lieviti e malattie autoimmuni, in un articolo riportato dal sito www.nutrizione996.blogspot.it afferma che:

Il microbiota è spesso alterato in soggetti con malattie autoimmuni.
Esso rilascia molecole coinvolte nella neurodegenerazione, che arrivano al cervello dall’intestino.
I cibi lievitati da quali siamo sommersi modificano l’equilibrio dell’intestino, rendendolo permeabile.

Gli studi scientifici sottolineano come vi sia una fondamentale correlazione tra dieta, inquinamento e malattie autoimmuni.

I sintomi delle malattie autoimmuni sono legati alla anomala aggregazione di anticorpi, autoanticorpi e proteine alimentari simili che diventano stimolanti dei processi infiammatori cronici.

Gli stimoli infiammatori che possono derivare da una alimentazione con eccesso di lieviti stanno diventando i più importanti.

 

4. Intervista alla naturopata Alice Foti: alcalinizzare il corpo ci difende dai lieviti cattivi

 

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Alice Foti, naturopata e consulente nutrizionale CNM, esperta in educazione alimentare e intolleranze. Esperta in integrazione nutraceutica e floriterapia mi ha gentilmente concesso un’intervista per spiegare meglio l’azione dei lieviti e come possiamo difenderci da essi.

 

  1. Dottoressa, ci può spiegare l’azione dei lieviti nell’organismo?

 

 

I lieviti fanno parte del nostro microbiota (flora batterica). Il più conosciuto è la candida, le cui specie finora studiate sono più di 70. Esso produce 80 tipi differenti di tossine.
La Candida alberga normalmente stomaco, pelle, cavo orale e vaginale. A dosaggi normali è innocua, anzi serve a cibarsi di metalli pesanti per evitare accumuli.
Diversi però sono i fattori che possono mutare lo stato del lievito in “patologico” : stress psico fisico, antibiotici e pillola anticoncezionale, alimentazione scorretta e presenza di metalli nel corpo. Tutti questi fattori stimolano la produzione di ife, ovvero filamenti che penetrano negli strati più profondi delle mucose, diffondendone le tossine. Ecco come i lieviti diventano un problema per la salute, non contando che hanno la capacità di riprodursi assai velocemente.  

 

      2. Esiste a suo parere una correlazione tra lieviti e malattie autoimmuni?

 
La causa primaria delle malattie autoimmuni è la leaky gut syndrome, sindrome dell’intestino permeabile o gocciolante.
La barriera intestinale in un soggetto sano dovrebbe essere impermeabile e selettiva; cioè far passare ciò che serve e bloccare le macromolecole che -se non correttamente metabolizzate- possono sovra-stimolare il sistema immunitario. Le diverse tossine che i lieviti in fase patologica possono liberare e produrre, nell’intestino di un soggetto affetto da disbiosi e permeabilità intestinale, possono essere riversate nel torrente circolatorio e scatenare un attacco immunitario abnorme. Le patologie autoimmuni non sono altro che manifestazioni esagerate di un sistema immunitario iperreattivo, continuamente stimolato da frammenti proteici o tossine non riconosciuti dal sistema stesso. Per fare un esempio la candida (albicans) può liberare 3 tossine in grado di bypassare la barriera ematoencefalica, raggiungendo il cervello e creando vari danni, tra cui l’autismo. Difatti molto sovente gli autistici rispondono a trattamenti con antimicotici.

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     3. Qual è la differenza tra lievitati e fermentati? 

I lievitati sono cibi o sostanze che contengono lievito (di birra o naturale ) come pane, pizza, brioches. I funghi stessi fanno parte della famiglia dei lieviti. Sono “cugini”. Simili ai lievitati sono i “fermentati”, sostanze che hanno subìto un processo di fermentazione, come vino, alcolici, aceti, tè nero, maionese, salse macrobiotiche (miso, salsa di soia, umeboshi), yogurt (anche vegetali).
Sono infatti sostanze che producono fermenti ovvero batteri. Se le verdure fermentate, dette “insalatini”, come i crauti, in generale sono utili per ripristinare e popolare il microbiota, in un soggetto con forte intolleranza ai lieviti sconsiglio personalmente l’utilizzo di tali alimenti.

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Immagine dal sito www.medicina360.com

 

4. Che effetti hanno sul corpo?

Il lievito si nutre dei suoi simili, vive di zuccheri latticini e lieviti. Pertanto in un soggetto predisposto o che ha continue recidive di cistiti, gonfiore gastro-addominale, problemi di emicrania o cutanei, alitosi, problemi epatici, sarebbe buona norma effettuare un esame per la ricerca di candidosi o lieviti (penicillum, mucor racemosus, ecc…). Facilissimo riscontrarla in coloro che fanno uso di antibiotici o di pillola anticoncezionale. Gli antibiotici uccidono i batteri buoni e cattivi senza distinzione, ma i lieviti non sono batteri e non solo sopravvivono, ma trovano terreno libero per avanzare. Siccome nell’intestino non esiste il concetto di “vuoto “, quando ciò accade, i lieviti lo colonizzano facilmente. In questo caso è utilissimo impiegare bifidobatteri o saccaromyces boulardii, gli unici antagonisti della candida e dei lieviti.

 

5. Quali sono i sintomi che accusa chi è intollerante ai lieviti?

Sintomi da intolleranza ai lieviti possono esser mal di testa ricorrenti, cistiti recidivanti, gastrite e poroso gastrica, colite mughetto orale, alitosi sapore metallico in bocca, problemi epatici e cutanei così come depressione sbalzi umorali e craving (desiderio compulsivo da dipendenza di zuccheri dolci e alimenti lievitati).

 

6. Che precauzioni possiamo adottare per evitare intolleranza da lieviti e patologie correlate?

Personalmente nelle mie consulenze naturopatiche consiglio di astenersi quando siamo di fronte a un intolleranza ai lieviti per paio di mesi a tutto ciò che è fermentato e lievitato. Significa sostituire per esempio pane o brioches con gallette o fiocchi integrali, eliminare latte e derivati, che contribuisce a incrementare -così come il glutine -la permeabilità intestinale. Quest’ultima, lo sottolineo, è la prima causa dell’insorgenza di malattie autoimmuni, allergie e intolleranze. Meglio preferire i legumi passati e il pesce al posto della carne. Il pesce ha proteine più facilmente digeribili e omega3, che sono potentissimi antinfiammatori e immunomodulanti.  La carne, i lattoderivati e gli zuccheri semplici sono cibi fortemente “acidificanti”. Se i lieviti prosperano in un terreno acido, bisogna alcalinizzare il più possibile il corpo. Ricordo che i cibi maggiormente alcalinizzanti sono: frutta, verdure, alghe, rapa rossa, ortiche (clorella, spirulina, ecc…)  e integratori basificanti, come magnesio e potassio.

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      7. Ci dà qualche suggerimento sulla dieta giusta da adottare per prevenire         problemi con lieviti e possibili accumuli?

Per prevenire bisogna puntare su cereali in chicco integrali, soprattutto senza glutine (riso integrale è portentoso), pesce, legumi passati, verdure a foglia verde, mandorle, semi di zucca e olio di lino. Evitare zuccheri semplici: farina 00, dolci, sostanze fermentate come tè nero, aceto e sottaceti, salse macrobiotiche,  miso, latticini, funghi, lievito di birra. Il lievito può essere sostituito con cremor tartaro o bicarbonato di sodio (molto alcalinizzante), al posto dello zucchero si possono usare Stevia o sciroppo d’acero. Puntare su verdure, pesce, legumi e frutta a basso Ig  (avocado, frutti di bosco, mele, limoni, pompelmo, cocco).
Dal cocco si estrae l’acido caprilico, uno dei più potenti antimicotici naturali conosciuti. I semi di pompelmo vantano, così come l’aglio, azioni antifungine. In associazione usare probiotici come i bifidobatteri  e il saccaromyces boulardii.

 

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Quindi la disbiosi, cioè l’alterazione del normale equilibrio della flora intestinale con conseguente danneggiamento dei legami cellulari della mucosa intestinale, porta ad un indebolimento delle naturali difese del corpo.

I lieviti sono alcune delle cause principali della permeabilità intestinale e della disbiosi. Essi hanno effetti estremamente negativi sull’organismo, se se ne abusa e si rivelano essere una concausa delle malattie autoimmuni.

E’ possibile prevenire tali patologie, attraverso una dieta sana, povera di grassi cattivi, latticini, lievitati, fermentati e zuccheri semplici.

 

 

4 pensieri su “Lieviti e malattie autoimmuni

  1. Mia madre sta combattendo con problemi di micosi e cistiti recidivanti, il periodo estivo, da quando assume,quotidianamente, la terapia anti-aritimica, ormai circa una decina di anni.. Solo da quando abbiamo sospeso il latte e i latticini, pare che il problema dermatologico sia leggermente rientrato ma nessuno ha mai pensato di fare un esame mirato per la ricerca del fungo… Medico curante o specialisti, si sono semplicemente limitati a prescrivere terapie per bocca o locali, senza approfondire. Questo, per ricollegarci al discorso che abbiamo fatto, tempo addietro, sulla preparazione di molti componenti della categoria medica..

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    • Non appena ho iniziato a leggere, ho capito. Io sto imparando che la medicina è fatta di tante teorie diverse e tante scuole di pensiero. Non ci sono soluzioni univoche e questo a mio parere è un bene e un male allo stesso tempo. Mi spiego: più opinioni possono portare a più possibilità e soluzioni, ma allo stesso tempo genera confusione.

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